Giri di giostra

Giri di giostra di un anno fa. Quando le crisi erano il mio pane quotidiano e ci si aggrappa a tutto pur di non mollare.

(In foto l’unico modo che conosco per affrontare le avversità: tatuarmele.)

“Questi ultimi mesi della mia vita, pur sapendo che le cose gravi sono altre, mi stanno insegnando a tirar fuori tutto l’ottimismo e la positività che ho dentro di me e che, un po’ per scelta, un po’ per carattere, non avevo mai sfruttato.

Le mie crisi vertiginose continuano a ripresentarsi con cadenza quasi settimanale e da lunedì ho iniziato l’ennesimo nuova cura, in cui voglio credere e che spero metterà fine, per lo meno temporaneamente (visto che una cura non c’è) a questo mio costante malessere.

Cercare di restare positivi è una vera fatica,  specialmente quando inizi a pensare di stare meglio e puntualmente ti ritrovi sdraiato a letto con tutta la stanza che gira e la totale impossibilità di muoverti o parlare, ma è quello su cui dobbiamo fare più affidamento, noi che abbiamo queste dannate orecchie che ci remano contro. Dobbiamo rispondere in qualche modo alla perenne sensazione di paura che ci avvolge, quasi quotidianamente, di stare male in luoghi pubblici, mentre stiamo guidando o mentre siamo a lavoro e la risposta più forte che possiamo trovare dentro di noi è pensare che tutto passa, che è vero, probabilmente per ore staremo male ma poi tutto si fermerà nuovamente e potremo tornare a vivere la nostra vita di tutti i giorni, certo non con tutto l’equilibrio di una persona normale, ma cos’è uno sbandamento in fondo, rispetto ad una crisi vera e propria?

E questa forza incredibile dobbiamo trovarla da soli, perché purtroppo le persone che ci stanno accanto non ci capiranno mai completamente. Perché certe sensazioni, certe ansie, certe paure non è facile spiegarle e molto spesso ci troviamo davanti chi ci dice che è solo stress, che non dobbiamo buttarci giù.. quante volte vorrei fargli capire quanto sia difficile in certi momenti, ma non lo faccio perché ho capito che assumere il ruolo di vittima è controproducente e non agli occhi degli altri, ma per me stessa. Io ho bisogno di ripetermi che sto bene, che le situazioni gravi nella vita sono altre e che prima o poi questa fase acuta passerà. E nessuno, a parte me, è così bravo a convincermi.

Perciò, con questa solfa odierna vorrei solo ricordare che la prima cura per i nostri malesseri siamo noi, il nostro ottimismo, la nostra forza che spesso dobbiamo tirare fuori fino a farci sanguinare le unghie. Va bene concedersi qualche momento di debolezza, ma poi basta. Tirarsi su e guardare avanti perché, alla fine, è sempre e solo un altro dannato giro di giostra.”

 

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