Tempo perso

La prima settimana di chiusura aziendale è iniziata e so già che far passare otto ore sarà un’impresa, ma ancora di più far passare i 3 mesi che ancora mi dividono dalle ferie.

Fuori si muore di caldo, sono le 9.25 e il termometro segna già 29 gradi, ma devo dire che queste settimane, per quanto eterne portano sempre con sé qualcosa di positivo. Per esempio per strada non c’è nessuno e il tragitto da casa a lavoro, che solitamente richiede 20-25 minuti da oggi ne richiede solo 15. Le scrivanie davanti a me sono vuote, il che significa che nessuno, o quasi, mi romperà le scatole.

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Il magazzino è chiuso quindi non ci saranno spedizioni urgenti da preparare. L’unico problema, come sempre, è la sveglia alle 7. Ma a quello non mi abituerò mai.

Adoro dormire, lo adoro in un modo viscerale. Anche se a volte mi chiedo se non sia poi tutto tempo tolto alla vita. Al vivere vero e proprio.

 

 

 

7 pensieri su “Tempo perso

  1. Un’altra come me che lavora 🤗 dormire bene ricarica le pile. Non porterai via nulla alla tua vita. Dicono che invecchiando si dorma sempre meno … e devo dire che é vero. Quindi recupererai avanti nel tempo. Deserto…. …. di pace però dai ! Buondì 💙

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  2. Vincenzo

    Ciao
    hai aperto un tema, quello del tempo, sul quale sono molto sensibile. In parte do ragione a Perseide, forse invecchiando si dorme meno e quindi di tempo ne avrai poi parecchio.

    Io sono convinto che sia importante viverne la maggior quantità possibile e usarlo al meglio . Difficile, certo! E infatti io ci riesco poco e questa mia “deficienza” mi fa irritare parecchio con me stesso.
    Ho sviluppato, forse a causa della Menière forse a causa di altri tormenti vari, una specie di fobia per l’impiego del mio tempo.
    Vorrei fare un sacco di cose ed esserci dentro, relazionarmi con il maggior numero possibile di persone, leggere, ascoltare, andare a concerti, teatri, visitare luoghi e culture, essere di aiuto dove posso e avere tempo da dedicare agi amici .
    Mi frenano tempo, energie, malattia, costi, compagnia e il dolce richiamo del cuscino… e così mi incavolo spesso per non riuscire a far tutto quello che desidero.

    Si, lo so che è una mania o una fobia ma da qualche anno per ogni “occasione di vivere o da vivere” la prima domanda che mi faccio è “Mi può ricapitare? Nello stesso modo, nello stesso tempo, nella stessa combinazione di stati d’animo e/o atmosfera? Mi ricapita?”

    E allora sai ho una specie di mio mantra … “Forza Vince, su cammina, continua e non ti fermare, non sai farlo, può essere pericoloso”.

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