O più che altro devi. 

Sono due giorni che il mio orecchio non ne vuole sapere. Di funzionare bene, di stapparsi. Non che mi sia calato l’udito, anche se l’ansia che accada resta sempre con me, ma lo sento sempre tappato, come pieno d’acqua dopo un tuffo in mare.

Sono sere in cui cerco di capire se devo alzare il volume della tv un po’ più del solito. In cui se non capisco bene cosa mi dice Dani, gli chiedo “sei tu che parli piano o io che sono più sorda del solito?” .. per ora sembra che il mio orecchio continui a lavorare bene. Spero tanto che continui così.

Forse è solo che sono stanca. Alle ferie mancano ancora due mesi, un traguardo che mi sembra irraggiungibile e la stanchezza influisce sulla mia malattia, un po’ come credo influisca in tutte. Il fischio parte e si spegne in continuazione, ma resta lontano. A volte più acuto, a volte meno. Dormo sempre male, ma almeno non resto sveglia ore come il mese scorso. Mangio più che posso e la bilancia finalmente pare iniziare a collaborare anche se troppo lentamente per i miei gusti. Mangio quello che mi va, sbattendomene più che posso del sale. Ma poi mi chiedo se questo mio fregarmene non influenzi l’andamento non troppo positivo dell’orecchio. Restare positiva mi è più difficile del solito.

Due mesi, Michela. Puoi farcela. O più che altro devi.

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